Le imprese della provincia di Ancona sono protagoniste di una profonda trasformazione digitale che coinvolge tutto il territorio, dalle aziende manifatturiere di Jesi e Fabriano, fino ai poli logistici e commerciali di Falconara Marittima, Camerano e Osimo. L’efficienza aziendale dipende ormai interamente dalla stabilità dello scambio di dati e molti imprenditori e responsabili tecnici hanno già compiuto il primo, fondamentale passo: investire in una connessione in fibra ottica performante, spesso di tipo dedicato, per garantire stabilità e velocità alla propria sede.
Tuttavia, sempre più spesso le aziende si trovano di fronte ad un fenomeno frustrante. Nonostante i test di velocità di internet all’ingresso della linea mostrino prestazioni eccellenti, i dipendenti lamentano rallentamenti nella navigazione, i gestionali ERP faticano a sincronizzarsi, le videochiamate si interrompono ed i palmari nei magazzini perdono continuamente la linea.
Il motivo di questo paradosso risiede quasi sempre in un punto cieco dell’infrastruttura tecnologica: la rete locale, ovvero l’insieme di switch, cablaggi e access point Wi-Fi che compongono la LAN aziendale. Quando la rete interna è obsoleta o progettata male, infatti, si creano colli di bottiglia e rende vano l’investimento fatto sulla connettività esterna.
Perché la rete aziendale è lenta anche se la connessione è in fibra ottica?
La produttività aziendale può subire rallentamenti e fermi anche in presenza di una fibra ottica ultraveloce, ma per comprendere le cause di questo fenomeno è utile fare un parallelo con la viabilità stradale marchigiana: immaginiamo la fibra ottica come un’autostrada a tre corsie che scorre fluida fino al casello di Ancona Nord, se subito dopo il casello la strada si restringe a una sola corsia d’accesso e per giunta dissestata, il traffico si bloccherà inevitabilmente.
Nelle reti aziendali accade esattamente la stessa cosa, in quanto il router fornito dall’operatore si occupa esclusivamente di gestire il traffico autostradale (la connessione esterna), ma non è progettato per smistare in modo intelligente i flussi di dati interni che nelle PMI marchigiane sono sempre più ingenti. All’interno di uno stabilimento produttivo o di uno studio professionale strutturato, ad esempio, transitano contemporaneamente i dati dei backup dei server, il traffico dei software gestionali, i flussi video delle telecamere di sicurezza IP e le comunicazioni VoIP dei telefoni aziendali.
Se lo smistamento di tutti questi dati viene affidato a switch economici, magari non di tipo professionale o non configurabili, l’apparato andrà rapidamente in saturazione. I pacchetti di dati inizieranno così ad essere in ritardo o addirittura persi, provocando quei micro-blocchi che interrompono il lavoro quotidiano degli operatori e causano perdite di tempo e di fatturato.
Switch professionali e architettura di rete: l’importanza della segmentazione
La soluzione per evitare che la rete interna collassi sotto il peso delle attività quotidiane non sta nell’acquistare ulteriore banda per la connessione esterna, ma nel riprogettare l’architettura della LAN interna attraverso l’uso di switch managed (gestiti) di tipo professionale. Questi apparati permettono di implementare una strategia fondamentale per la sicurezza e le prestazioni: la segmentazione della rete tramite VLAN (Virtual Local Area Network).
Attraverso la configurazione delle VLAN, infatti, è possibile dividere l’azienda in compartimenti virtuali, isolando i diversi tipi di traffico in base a parametri specifici. Ad esempio, una configurazione per un’azienda tipo della provincia di Ancona può prevedere una separazione dei flussi come la seguente:
- una rete dedicata esclusivamente all’amministrazione, ai server e ai computer degli uffici, dove la priorità è la velocità di calcolo e il trasferimento di file pesanti;
- una rete isolata per i sistemi di videosorveglianza e controllo accessi, per evitare che i flussi video continui intasino la navigazione dei dipendenti;
- una rete per l’officina meccanica o l’automazione industriale (IoT) che protegge i macchinari, quindi la produzione, da interferenze esterne;
- una rete Wi-Fi “Guest” totalmente separata, destinata a clienti, fornitori o consulenti di passaggio che possono navigare su internet senza poter mai accedere ai dati sensibili dell’azienda.
Questo approccio non solo ottimizza le prestazioni generali, in quanto garantisce che i software aziendali abbiano sempre una corsia preferenziale, ma eleva i livelli di sicurezza informatica dell’intera infrastruttura impedendo a un eventuale virus/malware preso da un dispositivo ospite di propagarsi ai server aziendali.
Wi-Fi aziendale e roaming senza interruzioni per il personale in movimento
Un altro elemento critico nei capannoni e negli uffici del territorio anconetano è la gestione della connettività wireless. Molti stabilimenti industriali, specialmente quelli dedicati alla logistica o alla produzione meccanica, sono caratterizzati da ampie superfici e da ostacoli fisici di notevole entità, come scaffalature metalliche, pareti in cemento armato e macchinari pesanti che schermano i segnali radio.
Utilizzare semplici ripetitori Wi-Fi commerciali per coprire queste aree è un errore grave, in quanto i ripetitori standard non fanno altro che ridurre la banda disponibile e creare reti disconnesse tra loro. Un operatore logistico che si sposta con un palmare per la lettura dei codici a barre all’interno di un magazzino a Falconara o Jesi, ad esempio, vedrà la connessione cadere ogni volta che si allontana da un ripetitore per agganciarsi a quello successivo. Questa continua disconnessione è una piaga per l’azienda, in quanto comporta rallentamenti operativi, errori d’inventario e frustrazione per il personale.
Le reti wireless professionali si basano invece su un sistema di Access Point coordinati da un controller centrale, solo così è possibile realizzare il cosiddetto roaming trasparente per coprire l’intera azienda è con un’unica grande rete wireless intelligente. Quando un dipendente si sposta da un ufficio all’altro, oppure attraversa il reparto produttivo, il sistema trasferisce il dispositivo da un access point all’altro in pochi millisecondi, senza che l’utente avverta la minima interruzione nella sessione di lavoro o nella chiamata VoIP in corso.
Monitoraggio proattivo e continuità del business
Investire in apparati di networking professionali come switch, router e access point di livello enterprise, cambia radicalmente anche il modo in cui viene gestita la manutenzione. I dispositivi professionali offrono la possibilità di essere monitorati a distanza, ossia da remoto, in modalità proattiva: un’anomalia, come il surriscaldamento o un potenziale malfunzionamento, viene segnalato ai tecnici prima che si trasformi in un guasto bloccante per l’azienda.
Nelle zone industriali della provincia di Ancona, dove il tessuto economico è interconnesso e basato su catene di fornitura precise, un fermo macchina o l’impossibilità di emettere documenti di trasporto per un intero pomeriggio rappresenta un danno economico diretto. Affidarsi a consulenti tecnici esperti per la propria infrastruttura di rete locale è l’unico modo per proteggere la continuità del business e valorizzare al meglio l’investimento fatto sostenuto per la fibra ottica.
